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GLOSSARIO DI ASTROLOGIA CLASSICA > M

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Magnitudine:
è la luminosità apparente di un corpo celeste. La magnitudine si indica con la lettera m e dipende dalla luminosità intrinseca dell'astro (m. assoluta) e dalla sua distanza dalla Terra. Più alto è il valore della magnitudine, più debole è la luminosità apparente di una stella:
la stella più brillante del cielo, Sirio, ha m. -1.46; le stelle più deboli visibili ad occhio nudo hanno m. +5.50 o leggermente superiore, a seconda dell'acutezza visiva dell'osservatore. Una stella di magnitudine 1 appare 2.5 volte più brillante di una stella di magnitudine 2, e 100 volte più brillante di una stella di magnitudine 6. La magnitudine della Luna piena è -12.7, quella del Sole -26.8. Il più luminoso tra i pianeti è Venere che può raggiungere la magnitudine massima -4.1; seguono Giove (-2.4), Marte (-1.9), Mercurio (-0.2) e infine Saturno (+0.8). Malefici:
(pianeti m.) nell'accezione ellenistica sono Marte e Saturno, poiché la loro natura elementare (Marte è soprattutto secco, Saturno è freddissimo) nuoce alla quantità di vita e alla salute. I due malefici possono al contrario favorire altri aspetti della vita umana, quali le azioni, i guadagni, lo studio, ecc. In greco kakopoiós, colui che fa il male. In India e in Iran tutti i pianeti erano considerati turbativi o "malefici" poiché hanno in mano il destino umano (graha, ciò che afferra e non molla la presa) e quindi gli impediscono di liberarsi. Marte è il malefico minore, Saturno il malefico maggiore. Maschili:
(pianeti m.) sono il Sole, Saturno, Giove e Marte, ovvero quei pianeti nei quali l'umido non è prevalente sulle altre qualità prime. (segni m.) sono i due segni equinoziali e quelli che sono in trigono rispetto a loro:
Ariete, Leone e Sagittario; Bilancia, Gemelli e Acquario. Gli equinozi segnano infatti, nell'anno tropico, l'inizio del prevalere di una qualità attiva (maschile), il caldo in primavera ed il freddo in autunno. (quadranti m.) sono il primo e il terzo quadrante, poiché un astro in questi quadranti si avvicina al meridiano e l'avvicinarsi è ritenuta condizione più forte, più attiva, che non l'allontanarsi. Mediocielo:
(MC) è il grado dell'eclittica che culmina al meridiano superiore. Dal latino medium, mezzo, e coelum, cielo. Meridiano celeste:
è il circolo massimo della sfera che passa per il polo nord celeste, per lo zenith, per il polo sud celeste e per il nadir. Quando il Sole vi transita a mezzogiorno, raggiunge la sua massima altezza durante la giornata. Dal latino meridies, da medius, mezzo e dies, giorno. Meridiano inferiore:
è la metà di meridiano celeste che sta nell'emisfero invisibile. Meridiano superiore:
è la metà di meridiano celeste che sta nell'emisfero visibile.

Mobili:
(segni m. o cardinali) sono l'Ariete, la Bilancia, il Cancro e il Capricorno. Sono così chiamati poiché segnano l'inizio della nuova stagione. Ariete e Bilancia sono detti anche equinoziali, Cancro e Capricorno solstiziali o tropici. Significano tutto ciò che ha inizio e le cose di breve durata. I due segni equinoziali sono detti compositivi poiché compongono qualità decisamente opposte (dal freddo al caldo in primavera, dal caldo al freddo in autunno) e pertanto convengono al giudizio, alla sintesi, alla previsione. I due segni solstiziali sono detti pubblici poiché segnano mutamenti molto evidenti nel modo di illuminazione (massima durata del giorno in estate, minima durata in inverno) e convengono quindi a tutto ciò che è pubblico, manifesto a tutti.

Moto diretto:
è il moto apparente di un pianeta lungo il circolo zodiacale, da ovest ad est, osservato dalla superficie terrestre. Il moto diretto può essere lento, medio, veloce, velocissimo, a seconda della fase in cui si trova il pianeta nel proprio ciclo di rivoluzione sinodica.

Moto diurno:
è il movimento di rotazione che la sfera compie su se stessa da est a ovest, nel tempo di 24 ore, generando i fenomeni del sorgere, del culminare e del tramontare. Si può esprimere in ore o in gradi di equatore secondo la relazione 24 ore = 360°, 1 ora = 15°. Secondo il sistema aristotelico-tolemaico il moto diurno è impresso dal primum mobile, o nona sfera, che trascina con sé tutte le sfere sottostanti.

Moto in longitudine:
è il movimento che i pianeti compiono lungo l'eclittica, da ovest ad est, in senso contrario al moto diurno. Il moto medio giornaliero in longitudine è diverso da pianeta a pianeta: Saturno 2', Giove 4'59", Marte 31'26", Sole, Venere, Mercurio 59'08". Nel sistema geocentrico tolemaico il moto in logitudine dei pianeti è spiegato con un triplo movimento circolare:
quello del pianeta lungo l'epiciclo, quello dell'epiciclo lungo l'eccentrico, quello dell'eccentrico attorno al centro del sistema, rappresentato dalla Terra.

Moto lento:
si dice che un pianeta è di moto lento quando il suo moto giornaliero in longitudine è inferiore al moto medio. I pianeti sono di moto lento quando si avvicinano alla prima stazione e quando riprendono il moto diretto, dopo la seconda stazione. Vedi moto in longitudine.

Moto medio:
(giornaliero in longitudine) è quantità di gradi eclittici che ciascun pianeta percorre mediamente in un giorno. Vedi moto in longitudine.

Moto retrogrado:
è il moto di retrogradazione di un pianeta. Vedi retrogradazione.

Moto universale:
vedi moto diurno.

Moto veloce:
si dice che un pianeta è di moto veloce quando il suo moto giornaliero in longitudine è superiore al moto medio. I pianeti sono di moto veloce quando si avvicinano al sinodo e lo rimangono fin oltre la loro apparizione. Vedi moto in longitudine.

Muhît:
vedi periéchon.

Mutevoli:
(segni m.) vedi bicorporei.

Nadir:
è il punto più depresso sotto l'osservatore terrestre, dove passa la verticale del luogo di osservazione. Dall'arabo nazir, opposto (allo zenit).

Natura elementare:
(natura essenziale) è la qualità di un pianeta in sé, indipendentemente dalla sua situazione accidentale nei segni, rispetto al Sole, nel mondo ecc. Saturno è freddissimo e secco, Giove è molto caldo e un poco umido, Marte è molto secco e caldo, il Sole è caldissimo e un poco secco, Venere è molto umida, Mercurio è molto mutevole dal secco all'umido, la Luna muta secondo le sue fasi.

Glossario di astrologia classica a cura di Marco Fumagalli dell'Associazione Cielo e Terra


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