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GLOSSARIO DI ASTROLOGIA CLASSICA > A

A B C D E F G H I K L M N O P Q R S T U V Z

Abscissio luminis:
(interruzione della luce) traduce l'arabo qat-an-nûr, recisione del lume. E' una delle forme di disturbo dell'applicazione, in cui la luce di un pianeta che sta per applicarsi ad un altro viene troncata dall'intervento di un terzo pianeta. Se avviene per moto retogrado, diviene una forma di interpositio.

Accessus:
(accesso) è il dirigersi di un astro verso un cardine, provenendo da un luogo angolare o succedente.

Acqua:
elemento composto dal freddo e dall'umido; la qualità prevalente è il freddo; segni d'acqua sono il Cancro, lo Scorpione, i Pesci; ha analogia con l'inverno, con la vecchiaia, con il flegma; vedi anche elementi.

Afeta:
è il punto che in una genitura rappresenta la vita, il luogo dove risiede la forza vitale. L'afeta può essere un luminare, l'oroscopo, la Parte di Fortuna, o, più raramente, anche un pianeta. La vita termina quando l'afeta incontra per direzione un punto che possiede virtù aneretica, ovvero la capacità di 'uccidere' l'afeta. Secondo quanto indicato da Tolemeo, in genitura diurna: il Sole è l'afeta, se si trova in un luogo afetico; altrimenti la Luna è l'afeta, se è in un luogo afetico; se nessun luminare è l'afeta, si guarda se un pianeta (che non sia combusto) detiene almeno tre delle cinque dignità (domicilio, esaltazione, triplicità, confine, fase), e di queste la fase è obbligatoria, su almeno uno dei seguenti luoghi: Sole, Novilunio precedente la nascita, oroscopo; questo pianeta è il dominatore dell'hairesis diurna ed è l'afeta se si trova in luogo afetico; se entrambi i luminari sono in luogo afetico e il dominatore dell'hairesis è in luogo afetico più potente, quest'ultimo l'afeta; se nessun luminare è l'afeta e il dominatore dell'haresis o non esiste, o esiste ma non è in luogo afetico, l'afeta è l'oroscopo. In genitura notturna si procede nello stesso modo, invertendo i due luminari e considerando luoghi di hairesis notturna la Luna, il Plenilunio precedente e la Parte di Fortuna; se nessun luminare è l'afeta e il dominatore dell'haresis o non esiste, o esiste ma non è in luogo afetico, l'afeta è l'oroscopo se la sizigia precedente è un novilunio; se invece è un plenilunio l'afeta è la Parte di Fortuna se si trova in luogo afetico, altrimenti è ancora l'oroscopo. Vedi anche luoghi afetici, anereta.

Aktinobolia:
è la "radiorum proiectio" ovvero l'irraggiamento, l'emissione di un raggio da parte di un pianeta "sinistro" verso uno "destro". Per esempio il quadrato che Marte in Ariete lancia verso il Sole in Capricorno è un'aktinobolia e questo raggio prende il nome di aktís. L'aktinobolia si produce in virtù del moto diurno (Marte procede per il moto diurno verso il luogo del Sole) e si contrappone all'epitheôria che si produce per il moto dei pianeti.

Aktís:
raggio, vedi aktinobolia.

Alchinara:
voce araba che indica il pianeta che rispetta la propria hairesis. Corrisponde al latino in lumine suo. Vedi hairesis.

Almucantaratti:
sono i circoli minori della sfera locale, paralleli all'orizzonte.

Almugea:
vedi idioprosopia.

Almuten:
(a. della genitura) è il pianeta più potente della figura di natività, quello che 'spossessa' gli altri ed assume il ruolo di pianeta dominante. I criteri per la scelta dell'almuten si fondano sulle dignità sui cinque luoghi vitali (Sole, Luna, Oroscopo, Tychê, Novilunio di giorno, Plenilunio di notte), sulla posizione nelle dodici case, sugli aspetti con i luminari; (a. di ogni argomento) è il pianeta che prevale sui significatori di un particolare argomento (a. del padre, a. dei figli, a. del temperamento, ecc.).

Altezza:
(h) di un astro è l'arco di cerchio verticale compreso fra l'astro e l'orizzonte, ovvero la sua distanza sferica dall'orizzonte.

Altezza meridiana:
di un astro è la sua altezza sull'orizzonte misurata al momento della sua culminazione al meridiano.

Altezza polare:
(sull'orizzonte, sul cerchio di posizione, sul circolo orario) vedi elevazione del polo.

Amplitudine occasa:
(a.o. di un astro) è la distanza in azimut tra il punto Ovest (a = 270°) e il punto dellÕorizzonte in cui un astro tramonta.

Amplitudine ortiva:
(a.o. di un astro) è la distanza in azimut tra il punto Est (a = 90°) e il punto dell'orizzonte in cui un astro sorge.

Anereta:
è, nella dottrina della durata della vita, il pianeta 'uccisore' che, unendosi per direzione all'afeta, determina la fine della vita. Di norma l'anereta è o Marte o Saturno, ma talvolta anche il Sole può assumere virtù aneretica. La direzione aneretica può avvenire per corpo, per raggio, per declinazione, nello zodiaco o nel mondo.

Angolari:
(case a.) sono le quatto case che precedono ciascun angolo e che portano un astro ad uno dei quattro momenti fondamentali del suo moto diurno: la I porta al sorgere, la X porta alla culminazione superiore, la VII porta al tramonto, la IV porta alla culminazione inferiore. Hanno analogia con il corpo e con il presente, con ciò che sta avvenendo.

Angoli:
sono l'ascendente (od oroscopo), il discendente, il mediocielo e l'imocielo. Sono chiamati anche cardini.

Angolo orario:
(H) di un astro è l'arco di equatore compreso fra il meridiano e il piede dell'astro sull'equatore. Si misura in gradi o in ore.

Anno draconitico:
è il periodo che intercorre tra due passaggi successivi del Sole al medesimo nodo lunare. L'a. draconitico ha una durata di 346.62 giorni solari medi.

Anno siderale:
è l'intervallo di tempo impiegato dal Sole per compiere la sua rivoluzione siderale, ovvero il suo ritorno ad un medesimo punto rispetto alle stelle fisse. La sua durata è di 365,256360 giorni solari medi.

Anno tropico:
è la durata del percorso apparente del Sole lungo l'eclittica che genera il mutamento delle stagioni agli equinozi e ai solstizi. Dal greco tropê, mutamento.

Antiparallelo di declinazione:
è l'aspetto che intercorre tra due pianeti quando hanno uguale declinazione ma di segno contrario. I due astri sono allora uniti da fenomeni astronomici complementari:
l'arco diurno dell'uno è pari a quello notturno dell'altro e viceversa. Sorgono e tramontano i punti equidistanti dai punti est e ovest. Il pianeta con declinazione positiva si dice comandante sull'altro con declinazione negativa che è obbediente. Vedi anche comandanti e obbedienti.

Antiparallelo nel mondo:
è la figura che avviene nella sfera locale quando due astri si trovano separati dall'orizzonte, alla stessa distanza oraria dal meridiano. E' anche detto controantiscia nel mondo.

Antiscia:
sono paralleli di declinazione che avvengono tra pianeti in segni equipollenti. Dal greco antískios, che ha l'ombra contraria, da antí, di fronte, contro, e skía, ombra. Quando il Sole è a 10° di Ariete produce un'ombra uguale a quella che produce quando è a 20° di Vergine, ma con una diversa direzione.

Antiscia nel mondo:
vedi paralleli nel mondo.

Apertura delle porte:
Fath al-abwât, apertura delle porte, è un termine tecnico che indica gli aspetti per congiunzione, quadrato ed opposizione tra due astri i cui domicilî sono opposti (Mercurio-Giove, Venere-Marte, Sole-Saturno, Luna-Saturno), oppure quando la Luna separandosi da uno di essi si applica all'altro. In questÕultimo caso Abenragel ritiene efficaci soltanto quelle che si formano con la Luna che dista dal Sole 12°, 45°, 90°, 135°, 168°, 180°, 192°, 225°, 270°, 315°, 348°. Queste figure si osservano in astrologia cattolica ed in particoalare nei giudizi meteorologici, poiché si ritiene che corrrispondano a precisi mutamenti dello stato atmosferico.

Apogeo:
è il punto più lontano dalla Terra nel quale viene a trovarsi un astro nel suo moto di rivoluzione nell'eccentrico (a. dell'eccentrico) o nell'epiciclo (a. dell'epiciclo).

Apparizione:
vedi sorgere eliaco.

Applicazione:
è il contatto tra le luci di due pianeti mediante unione per corpo o per raggio.L'astro più veloce (levis) si applica al più lento (ponderosus). La forma semplice dell'applicazione avviene quando i due astri hanno entrambi moto diretto:
l'applicazione inizia quando il più veloce, che si trova nei gradi precedenti, entra nella vis luminis del più lento e si compie quando raggiunge il grado dove si trova il corpo o il raggio del pianeta lento.

Applicazione con moto retrogrado:
è un’applicazione in cui entrambi i pianeti hanno moto retrogrado e il più veloce va verso il più lento.

Applicazione minima:
è un’applicazione in cui entrambi i pianeti procedono l'uno verso l’altro, avendo il veloce moto diretto e il lento moto retrogrado.

Applicazione mutua:
è un’applicazione in cui entrambi i pianeti procedono l’uno verso l’altro, avendo il veloce moto retrogrado e il lento moto diretto.

Arco di direzione:
è la misura del moto della sfera locale che conduce un punto della sfera stessa verso i punti che lo precedono, nel senso del moto diurno. Si misura in gradi equatoriali, ovvero in ascensione retta e corrisponde, in tempo effettivo, a tanti anni, e frazioni di anno, quanti giorni, e frazioni di giorno, intercorrono tra l'istante iniziale e l'istante in cui l'ascensione retta del Sole diviene uguale a quella iniziale più l'arco di direzione.

Arco diurno:
(AD) di un astro è l'arco che esso descrive sopra l'orizzonte dal suo sorgere al suo tramontare per effetto del moto diurno. Indica quanto tempo l'astro rimane sopra l'orizzonte e si esprime in gradi equatoriali. Ogni punto dell'equatore ha un AD pari a 180°; ogni punto con declinazione positiva ha un AD maggiore di 180°; ogni punto con declinazione negativa ha un AD minore di 180°. La somma dell'arco diurno e di quello notturno è sempre pari a 360° che corrispondono ad una rotazione completa della sfera in 24 ore.

Arco notturno:
(AN) di un astro è l'arco che esso descrive sotto l'orizzonte dal suo tramontare al suo sorgere per effetto del moto diurno. Indica quanto tempo l'astro rimane sotto l'orizzonte e si esprime in gradi equatoriali. Ogni punto dell'equatore ha un AN pari a 180°; ogni punto con declinazione positiva ha un AN minore di 180°; ogni punto con declinazione negativa ha un AN maggiore di 180°. La somma dell'arco diurno e di quello notturno è sempre pari a 360° che corrispondono ad una rotazione completa della sfera in 24 ore.

Arcus visionis:
(av) è l'arco di depressione sotto l'orizzonte, o altezza negativa, che il Sole deve avere perché un corpo celeste che sorge o che tramonta prima o dopo il Sole risulti visibile all'occhio umano. Ciascun corpo celeste, sia esso una stella o un pianeta, ha un diverso arcus visionis che dipende dalla sua magnitudine apparente: maggiore è la luminosità del corpo celeste, minore è il suo arcus visionis, ovvero l'astro può essere visibile all'orizzonte anche con un cielo più chiaro. Per un corretto calcolo dell'arcus visionis occorre considerare la differenza in azimut tra il luogo in cui sorge (o tramonta) l'astro e quello in cui sorge (o tramonta) il Sole.

Aria:
elemento composto dal caldo e dall'umido; la qualità prevalente è l'umido; segni d'aria sono i Gemelli, la Bilancia, l'Acquario; ha analogia con la primavera, con la giovinezza, con il sangue; vedi anche elementi.

Ascendente:
vedi oroscopo.

Ascensione obliqua:
(AO) di un astro l'arco di equatore compreso fra il punto gamma e il punto est, al sorgere dell'astro. Si può anche definire come il grado di equatore che sorge insieme all'astro. Per ogni astro sull'equatore AO=AR. Per ogni astro con declinazione nord AO=AR-DA; per ogni astro con declinazione sud AO=AR+DA.

Ascensione obliqua nel circolo orario:
(AOCH) è l'AO di un astro calcolata al polo dell'astro, ovvero per l'elevazione del polo celeste sul circolo orario (CH) dell'astro.

Ascensione retta:
(AR) di un astro, è l'arco di equatore celeste compreso fra il punto gamma e il piede dell'astro sull'equatore. Si misura sull'equatore da 0° a 360°, partendo dal punto gamma in senso antiorario guardando l'equatore da nord. Conoscendo la longitudine, la latitudine e la declinazione di un punto della sfera, si può trovare la sua AR con la formula: cos AR = cos long cos lat / cos dec [se il valore di longitudine è maggiore di 180° si ottiene un arco di AR misurato dal punto gamma ma in senso inverso (ad es. invece di 210 si ottiene 150, ovvero 360-210); conviene allora togliere 180° prima di calcolare il coseno, e poi aggiungere di nuovo 180° al risultato finale].

Aspetti:
sono figure o configurazioni che i pianeti formano nella sfera celeste (aspetti nello zodiaco), o nella sfera locale (aspetti nel mondo) secondo precise distanze angolari. Gli aspetti nello zodiaco dipendono dagli angoli che formano i raggi degli astri al centro della terra, indipendentemente dal luogo di osservazione; gli aspetti nel mondo dipendono invece dalla distanza degli astri dal meridiano locale, misurata secondo le ore temporali. Sono la congiunzione (0°, 0 ore), l'esagono o sestile (60°, 4 ore), il quadrato (90°, 6 ore), il trigono (120°, 8 ore), il diametro od opposizione (180°, 12 ore). Questi rapporti nascono dal medesimo principio di armonia che è alla base dei rapporti musicali: le emanazioni luminose che regolano la vita e la crescita di tutte le forme naturali si diffondono secondo principi armonici simili a quelli della propagazione del suono; queste configurazioni corrispondono ai quei rapporti consonanti maggiori che producono una fusione dei suoni, una crasi:
la quarta (quadrato), la quinta (trigono), l'ottava (opposizione), mentre l'esagono è una figura meno potente, generata dal trigono. Si dice che due astri in aspetto si osservano, poiché "aspetto" viene dal latino aspicere, ad-spicere, guardare, osservare.

Asse di rotazione:
è la retta, passante per il centro della sfera, attorno alla quale la sfera ruota su se stessa.

Astri:
sono tutti i corpi celesti luminosi, il Sole, la Luna, i pianeti e le stelle. Dal greco astêr o ástron, corpo celeste, forse dalla radice sanscrita star, spargere, spandere, poiché gli astri sono sparsi nel cielo.

Audientia:
vedi comandanti e obbedienti.

Azemena:
è il nome usato dagli astrologi del medioevo latino per indicare un elenco di gradi dello zodiaco considerati nocivi alla salute e soprattutto alla vista. A questi gradi corrispondono stelle o asterismi come ad esempio la nebula nel pungiglione dello Scorpione. Questo catalogo ha origine nella letteratura astrologica greca, ad esempio in Antioco e in Retorio. Dall'arabo az-zamâna, l'infermità cronica o la malattia inseparabile.

Azimut:
(a) di un astro è l'arco di orizzonte compreso fra il punto cardinale nord e il piede dell'astro sull'orizzonte. Dall'arabo as-samt, direzione.

Glossario di astrologia classica a cura di Marco Fumagalli dell'Associazione Cielo e Terra


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